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our people have been arrested in Peru on suspicion of killing some 60 people to sell their fat and other human tissue to Italian co-conspirators for cosmetic use in Europe, authorities say.The suspects were arrested in central Peru this month and a search is underway for seven others, lead prosecutor Jorge Sans Quiro said.The fat was purchased “to be commercialised in European (cosmetology) laboratories,” he said.The prosecutor’s indictment said the gang allegedly targeted farmers and indigenous people on remote Andean roads, tricking them by offering jobs before killing them.Police began arrests after discovering early this month a container with human fat that was being shipped to Lima from the Andean city of Huanuco, some 400 kilometres northeast of Lima.Signs of “an international network trafficking human fat” first surfaced about two months ago, according to General Felix Burga, head of the police criminal division.Peruvian press cited him as saying the fat can be sold for $US15,000 ($16,000) per gallon (3.8 litres) in European countries. The alleged plot revived the Andean legend of the “Pishtacos”, white foreigners who were said to suck the fat out of people travelling on lonely roads at night, making fine soaps, lubricants, healing salves and beauty creams out of the tissue. Is there danger lurking for husky Peruvians in the form of fat trafficking? It seems some local gangs have heard a rumor that European cosmetics factories are willing to pay top dollar for … human fat. Four gang members were arrested in Peru for killing over 60 people and supposedly selling their fat for thousands of dollars. Does this mean human fat might replace guns, drugs, or sex as some of the most frequently-trafficked products? No way! The legitimacy of this story is about to get shot down more times than the unemployed Star Trek enthusiast who snuck into a party at the Playboy mansion. Unlike commercial sex or forced labor, there is not a global market for human fat. Period. Here are some of the many reasons that fat will not be the new sex in the market of illegally-traded global commodities:
•Cosmetics are not made with human fat for a number of reasons, the least of which being that it would be incredibly gross if they were. If you found out the cream you were smearing on your face every night was made out of someone else’s fat, wouldn’t you be upset?
•Fat is really, really easy to get. Even if human fat had a sudden use, piles of it are readily available from liposuction and other treatments. It can be acquired legally and legitimately. No need to take the risk of killing people.
•Even if human fat had a cosmetic use, it would never go for “$60,000 a gallon,” as this story indicates. The state of Mississippi alone would have thousands of willing fat donors accepting a lot less cash. I’ll happily sell the five pounds I’ll inevitably gain between Thanksgiving and New Years for $20.
•Traffickers sell things that make them money, things like guns, drugs, and human beings. For all the above reasons, human fat is not a cash cow. Pun intended.
Sure, it’s possible that this gang killed some people, and even possible they thought killing people and selling their fat would make money. But this is not a new international criminal trend and it’s certainly nothing to be afraid of. On the other hand, the rampant exploitation and slavery in the asparagus industry is a very real danger for Peruvian women of all sizes. Peruvian asparagus is often imported to the U.S. when it is out of season here. So if you’re eating asparagus in the dead of winter, chances are it came from Peru. If you want to spend time and energy worrying about Peruvian people, worry about asparagus, not fat trafficking. Final analysis: sleep easy, chubby Peruvians. And big-boned Western tourists who have wanted to hike the Inca Trail, pull on your plus-sized hiking pants with pride. Your risks of being sucked into an actual trafficking operation — like sex or drugs — is much higher than being targeted for your generous gut…But…take a look on the text of this Book!







La polizia peruviana ha arrestato quattro persone sospettate di far parte di una banda che avrebbe assassinato almeno 60 persone per estrarre dai loro corpi grasso da vendere in Perù, ma anche in Europa, ad aziende interessate ad utilizzarlo per la fabbricazione di prodotti cosmetici. Lo ha reso noto il procuratore del tribunale penale di Lima, Jorge Sans. Secondo i media locali, tra i potenziali acquirenti ci sarebbero anche due “italiani” che gli inquirenti stanno cercando di arrestare. Il caso è venuto alla luce agli inizi del mese, quando la polizia ha arrestato due persone mentre stavano ritirando un involucro di plastica che, presumibilmente, conteneva il grasso umano estratto dal corpo di un uomo, Abel Matos Aranda, ucciso in Perù lo scorso settembre. Secondo gli inquirenti, i detenuti apparterebbero ad una banda di ‘pishtacos’: come nelle leggende peruviane – ne parla anche lo scrittore Mario Vargas Llosa nel romanzo “Il caporale Lituma sulle Ande” -, sono le persone che aggrediscono uomini e donne per sgozzarli, mangiare la loro carne e vendere, appunto, il loro grasso. Sempre secondo gli inquirenti, nel corso delle indagini sarebbero sorti indizi secondo i quali il grasso, raccolta da tale banda, sarebbe stato venduto ad acquirenti europei a circa 15.000 dollari al gallone…Alcune notizie su web indicano che gli acquirenti sarebbero italiani! Attendiamo quini chiarezze in merito a questa orribile vicenda, sperando che non si tratti affato di una nuovo mercato illegale internazionale ( vedi articolo sopra ).
Il 2 Dicembre 2009 la polizia peruviana ha sospeso Eusebio Felix (il capo della squadra investigativa che il 19 Novembre 2009 aveva arestato quattro persone con l’acusa di aver partecipato a un traffico internazionale di grasso e tessuti umani. Secondo la polizia, l’inchiesta è pena di “incongruenze”.

Per le creme di bellezza hanno fatto la pelle a 60 contadini. Ma qui c’è poco da ridere. Questa storia puzza infatti di sangue e grasso. Ma anche di leggenda metropolitana. Be’, «metropolitana» mica tanto, visto che la vicenda si svolge (o meglio, si sarebbe svolta) tra le sperdute coltivazioni delle campagne andine.I dubbi aumentano se poi consideriamo che la dinamica del raccolto sembra ispirata a un sanguinario mito peruviano (quello dei «pishtacos», orchi che rubavano di notte il grasso ai campesinos dopo averli uccisi) e alla trama del romanzo di Mario Vargas Llosa, «Il caporale Lituma sulle Ande». Fatto sta, comunque, che la notizia ieri campeggiava sulle prime pagine dei giornali di Lima: «Sgominata la banda dei pishtacos».Seguono le macabre dichiarazioni del colonnello Jorge Mejia, comandante della Divisione sequestri della polizia: «I quattro arrestati di oggi sono coinvolti in una rete internazionale di feroci killer che hanno ucciso almeno 60 contadini per vendere il grasso e i tessuti ricavati dai loro corpi alle case europee produttrici di cosmetici a 15mila dollari al chilo»; alla gang – denominata infatti «los pishtacos» – apparterrebbero anche due italiani che, per ora, sono riusciti a farla franca. Secondo gli inquirenti peruviani i nostri connazionali avevano un ruolo-chiave: intermediari tra i killer e le aziende acquirenti. Gli investigatori avanzano ipotesi inquietanti: «Si teme che la banda abbia sequestrato e assassinato tra le 60 e le 200 persone, visto che il capo della banda si dedicava a questa attività da una trentina di anni».L’orrore è stato scoperto dalla polizia che ha sequestrato un contenitore di grasso umano nella sede di una compagnia dei trasporti di Lima. Le dichiarazioni del generale Eusebio Felix Murga farebbero venire la pelle d’oca perfino a Dario Argento: «I criminali, dopo aver attirato le vittime in luoghi solitari, le decapitavano e trasferivano i corpi squartati in rudimentali laboratori per estrarne il grasso che poi veniva tagliato a strisce (il termine “pishtacos”, significa appunto “colui che taglia a strisce” ndr)». Al momento l’unico omicidio di cui è stato accertato il collegamento con la banda è quello di Abel Matos, ucciso a metà settembre. Secondo i primi riscontri, il grasso estratto dal torace e dai muscoli dei cadaveri arrivava successivamente in un laboratorio nella regione centrale di Huanuco per poi essere trasportato a Lima per la vendita ad acquirenti stranieri. «Temiano – ha aggiunto la polizia – che i corpi delle vittime siano stati gettati nei fiumi o nascosti in zone impervie di Huanuco, una regione formata in gran parte da boschi e foreste». Ma è plausibile che non meglio precisate «aziende europee» fossero interessate ad accaparrarsi quantitativi di grasso umano a fini industriali? «Non mi risulta che in Europa sia mai stato usato grasso umano per i cosmetici – dice all’Adnkronos, Carla Scesa, docente di Cosmetologia all’Università di Siena -. Esistono regole molto precise nei controlli. Anche i derivati di origine animale sono in disuso, specialmente dopo i fatti della “Mucca pazza”, figuriamoci quelli di origine umana. Ci sono tanti ingredienti naturali, vegetali e di sintesi efficaci che non danno problemi, non si capisce perché usare una cosa del genere. In passato si è ipotizzato in medicina estetica l’utilizzo del grasso di un paziente soggetto a lipofilling: i medici prendevano il grasso dello stesso paziente per iniettarlo sotto le rughe. In cosmetica vengono utilizzati oltre 13mila ingredienti efficaci, non vedo dunque la necessità di una pratica così macabra e insicura». Dello stesso parere il dermatologo Leonardo Celleno, del Centro ricerche cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma: «I cosmetici venduti in Europa sono sicuri. Non contengono grasso umano, né l’hanno mai contenuto».
