
erte volte le maniere “forti” possono servire; è il caso della dinamite nella guerra al cancro alla prostata. Secondo un recente studio, infatti, piccole dosi di nitroglicerina potrebbero riuscire a bloccare lo sviluppo del tumore prostatico. È quanto affermano i ricercatori irlandesi della Queen University di Belfast. In questo studio, gli scienziati hanno reclutato 24 uomini con diagnosi di cancro alla prostata che si erano sottoposti a radioterapia o all’intervento chirurgico per rimuovere la ghiandola prostatica. A questi è stato fatto indossare un cerotto da tempo utilizzato dai malati di angina pectoris tagliato però in sei parti, poiché i test di laboratorio hanno suggerito che per trattare il cancro erano necessarie dosi molto più basse che non per la malattia cardiaca. I pazienti avrebbero indossato i cerotti sull’addome o sul braccio, 24 ore al giorno, per due anni. Questi cerotti dovevano essere sostituiti con altri nuovi ogni 12 ore. Durante il periodo di test i medici hanno controllato ogni due/tre mesi lo stato del marcatore PSA associato allo sviluppo del tumore. Dopo i primi sei mesi, in cinque pazienti il livello di PSA si era stabilizzato, ma dopo un anno i livelli della maggioranza dei pazienti si erano stabilizzati o addirittura diminuiti. Commentando i risultati, il dr. Robert Siemens che ha coordinato lo studio, ha dichiarato: «Siamo stati molto contenti di vedere un significativo rallentamento nella progressione della malattia». Tuttavia, secondo il Cancer Research britannico questi dati vanno presi con cautela poiché sono limitati alla misurazione dei livelli di PSA e non alla misurazione del volume del tumore. Ulteriori studi, quindi, si profilano per poter valutare se il controllo del marcatore PSA agisca come blocco nello sviluppo del cancro che, secondo le intenzioni e le ipotesi dei ricercatori, è un fattore auspicabile.