IL SESSO CON PERSONE DISABILI

el corso della storia sono sempre esistiti gruppi di persone che considerano sexy la mancanza di un qualche arto, o che trovano la camminata di uno zoppo molto più eccitante di una passerella. Al giorno d’oggi, la gente con queste preferenze sessuali é piuttosto ben organizzata. Il mondo del feticismo per il disabile si divide in tre grandi gruppi: 1) I devoti, che trovano attraente un certo tipo di handicap. 2) Gli imitatori, che trovano irresistibilmente erotico “giocare” a fare i disabili. 3) Gli aspiranti, che addirittura si rendono disabili da soli. I membri di quest’ultimo gruppo possono avere quella che è chiamata apotemnofilia, o Body Integrity Identity Disorder, ovvero un istinto incontrollabile ad amputarsi qualche parte del corpo. Sui siti dedicati all’argomento, gli aspiranti si confrontano sulle loro auto-menomazioni, alcuni sono principianti che cominciano magari col tagliar via un mignolo del piede, altri invece si spingono un po’ oltre, come Phil Bundy, newyorkese di 79 anni, morto nel 1999 di cancrena dopo essersi amputato malamente entrambe le gambe. Questa passione per l’imputazione auto inflitta risale a tempi antichi. Le Amazzoni, l’antica tribù stereotipo di sexy e nere guerriere, preferivano amanti zoppi. Anitanira, la regina delle Amazzoni, era così fissata con gli storpi che ordinava di amputare gamba o piede a tutti i neonati maschi, sostenendo che “lo zoppo è amante migliore”. Le donne invece si facevano tagliare un seno, in modo da poter tirare meglio con l’arco. Nella Francia del XVI secolo, la donna più desiderata era la Regina Anna di Bretagna, che aveva una gamba nettamente più corta dell’altra. Di conseguenza, tutte le dame di corte imitavano la sua andatura sbilenca per ricevere più attenzione maschile. Essendo l’andamento sciancato così di moda nelle corti Francesi, uno scrittore dell’epoca, Michel de Montaigne, scrisse un saggio sull’argomento, intitolato Sugli zoppi. De Montaigne diceva che “secondo un famoso proverbio italiano, chi non è mai stato con una zoppa non conosce Venere nella sua perfetta dolcezza.” Lo scrittore aveva anche elaborato una teoria scientifica, totalmente deviata, per spiegare il fenomeno “le gambe e le cosce delle donne zoppe, a causa della loro imperfezione, non ricevono tutte le sostanze di cui necessitano. Ne segue che i genitali, situati accanto a tali parti, sono più pieni, più nutriti e più forti”. Le amputazioni diventarono una pratica medica sicura nel 1800, stesso periodo in cui nacquero i primi gruppi organizzati di devoti degli amputati. I membri del gruppo si scambiavano lettere con storie e articoli su amputati, o anche, top del top, fotografie in cui gli arti mancanti non erano nascosti. Verso gli anni Settanta, un gruppo di LA si rese conto che esisteva ormai un ampio mercato per questo tipo di erotismo, e lanciò Ampix, servizio a pagamento per ricevere foto semi-pornografiche di ragazze amputate. Poi è arrivato Internet, ed ecco che stanno tutti a spippolarsi su delle amputate russe col labbro leporino. La maggior parte dei devoti apprezza l‘amputazione di una gamba sola, fatta sopra al ginocchio, ma gli handicap preferiti spaziano dalla cecità ai disturbi mentali. Un feticisimo affine è quello per l’equipaggiamento usato dai disabili: sedia a rotelle, stampelle, ingessature e così via. La comunità dei disabili è piuttosto divisa su questi cosiddetti devoti, ma tanto nessuno li sta mai a sentire, no?
By Cameron K.