HARRY GRUYAERT

lla fine degli anni ’60 vivevo a Londra e mi sono reso conto del potere della televisione di fare il lavaggio del cervello… Mi interessava fare un ritratto dell’Inghilterra fotografando lo schermo della televisione.”  Harry Gruyaert entra in Magnum Photos nel 1981 e diventa Membro ordinario nel 1986. Da oltre vent’anni, dal Belgio (suo paese d’origine) al Marocco, dall’India all’Egitto, Harry Gruyaert registra le sottili vibrazioni cromatiche delle luci orientali ed occidentali. Dal 1960 al 1963 studia alla Scuola di Cinema e Televisione di Bruxelles. Inizia la carriera come freelance a Parigi nel campo della moda e della pubblicità e lavora allo stesso tempo come direttore della fotografia per la televisione fiamminga. Questa esperienza lo avvicina all’importanza strutturale della luce all’interno d’una composizione. Nel 1969, Gruyaert realizza il primo dei suoi numerosi viaggi in Marocco. La sua totale immersione nei colori e paesaggi marocchini gli vale nel 1976 il premio Kodak.
 
 
Le sue immagini, basate sul contrasto delle sfumature spesso sembrano grafica raffinata di ombre e luce predominante. Questo progetto culmina nel 1990 nella pubblicazione del libro Morocco. Visita poi molti altri paesi tra i quali l’India, dove si reca la prima volta nel 1976, e l’Egitto nel 1987. Ben lontano dall’indugiare nello stereotipo esotico, la visione dei paesi lontani di Gruyaert trasporta lo spettatore in atmosfere particolari e quasi impenetrabili. Il fotografo trova anche soggetti per il suo studio sul colore e la luce in molte scene domestiche.
Nel 1972, per esempio, fotografa i Giochi Olimpici di Monaco e i primi lanci dell’Apollo trasmessi in televisione. Questo servizio, basato sui colori dello schermo, è scattato in una camera da letto di Londra e intitolatoTV Shots in “Zoom”. Nel 1974 viene mostrato alla Delpire Gallery. Il rifiuto di Gruyaert di separare il colore dalla forma e dai contorni dei soggetti trova ispirazione nei dipinti di Hopper, Bonnard o Matisse. Forte è anche l’influenza dell’incongruo parallelismo e degli enigmatici falsi eventi del Surrealismo, che trova terreno fertile in Belgio, sua terra natale.
Nel 1975, proprio in Belgio Gruyaert inizia un progetto che ne rivela le intime contraddizioni, come quella d’abbracciare banalità e surrealismo, tradizione e modernismo del dopoguerra. Nel 1981 entra in Magnum Photos e nel 2001 pubblicaMade in Belgium. Tre anni dopo pubblica Rivages, raccolta d’immagini delle spiagge di tutto il mondo. La sua visione dei paesaggi puri ne rinnova l’iconografia, impreziosendola d’atmosfere ricche e colorate.
Harry Gruyaert abbandona in seguito il processo Cibachrome per la stampa digitale che rivela meglio le ricche ombre delle sue pellicole e apre nuove possibilità al suo lavoro, portandolo ancora più vicino al suo scopo originale, quello cioè di rappresentare la vera essenza del colore. Libri: 2006 Photo Poche, Actes Sud, Francia – 2003 Rivages, Textuel, Francia – 2000 Made in Belgium, Nathan/Delpire, Francia – 1990 Morocco, Schirmer & Mosel, Germania, Francia, USA – 1986 Lumières Blanches, Centre National de la Photographie, Francia.